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Abbiamo già approfondito il concetto di rabbia e come l’energia profusa in questa emozione disfunzionale sia un’energia neutra, che, adeguatamente canalizzata, può diventare una forza, un’energia creativa.

Come?

Prima di tutto iniziamo a comprendere che l’azione che dovremmo fare più spesso è osservare le nostre azioni, i nostri pensieri, le emozioni, tutte, positive e negative, e quindi la rabbia.

Reprimere o esprimere la rabbia?

Conosciamo soprattutto due vie attraverso cui fare i conti con la rabbia: repressione ed espressione.

Se la reprimiamo, essa scenderà più profondamente nel nostro inconscio e saremo sempre più avvelenati.

La repressione nasce dalla paura di esprimere questa emozione e ciò spesso porta a situazioni difficili. La rabbia accumulata esploderà e sarà molto più pericolosa perché non riusciremo a controllarla.

L’espressione, invece, si manifesta per reazione a un evento interno o esterno e ci fa andare in collera.

Se l’ira del momento avrà, col tempo, stimoli continui, diventerà cronica, tanto da far identificare la reazione con la persona stessa, una “persona rabbiosa”.

Non solo, la rabbia espressa spesso attirerà situazioni in cui confrontarsi con la stessa emozione.

Come uscire dal circolo vizioso della rabbia che alimenta se stessa

Un piccolo passo per non alimentare la rabbia, sarebbe quello di esaurire questa emozione negativa ogni giorno, in piccole dosi, perché in fondo anche arrabbiarsi fa parte del gioco della vita.

La chiave di lettura è “tu non sei la tua rabbia”.

Esiste quindi un altro approccio per relazionarsi ad essa: l’osservazione.

Nell’osservazione esiste la trascendenza, che è il contrario della repressione.

Imparare a osservare anche le emozioni negative

Quando sorge la rabbia, per prima cosa, dobbiamo osservarla.

Osservando arriviamo ad un punto in cui l’ira non può più influenzarci e diventiamo così distaccati che non sembra più una cosa rilevante.

Se non nutriamo più l’emozione negativa, perderà la sua energia, perché, di per sé, la rabbia non ha energia, dipende dalla nostra cooperazione o meno.

Diverse tecniche ci aiutano in questo, e potrete presto trovarle nel club digitale PROUMAN. 

Il semplice contrarre consapevolmente il corpo e rilassarlo, anche solo una mano, immaginando al suo interno la rabbia che si schiaccia, e poi rilassare la contrazione, farà dissolvere una parte di energia negativa.

Osservare la rabbia e dissolverla

Se ci poniamo in osservazione la cooperazione, che alimenta la negatività, viene spezzata: la rabbia apparirà per alcuni istanti, poi se ne andrà.

Non trovando in noi nessuna radice, si dissolverà.

Così ogni volta che sentiremo sorgere la collera, ma saremo capaci di osservarla, cadremo in una profonda tranquillità.

Scopri come fare della rabbia un’energia creativa, nel webinar di Maurizio Pirero, Fondatore di PROUMAN.

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