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Non possiamo vederle ad occhio nudo, ma le frequenze dei campi elettromagnetici interessano ogni momento della nostra vita quotidiana. 

Dobbiamo però sapere che ci sono frequenze che potrebbero incidere negativamente sulla nostra salute.

Anche l’Epigenetica ce ne da riscontro attraverso studi scientifici che dimostrano quanto l’inquinamento elettromagnetico influisca sulla dinamicità delle attività che regolano i nostri geni.

Ma sappiamo davvero cosa sono i campi elettromagnetici?

I campi elettrici e i campi magnetici

I campi elettromagnetici sono dati dall’insieme di un campo elettrico e uno magnetico.

Un campo elettrico è dato da una differenza di tensione che, per esempio, spinge gli elettroni a muoversi lungo un cavo.

All’aumentare della tensione il campo elettrico aumenta la propria forza.

Un campo magnetico si genera col movimento di flussi di elettroni, cioè col passaggio di corrente elettrica attraverso fili o dispositivi elettrici, e aumenta di intensità all’aumentare della corrente.

La forza di un campo magnetico diminuisce rapidamente con l’aumentare della distanza dalla fonte.

I campi elettrici sono prodotti indipendentemente dal fatto che un dispositivo sia acceso o spento, mentre i campi magnetici sono prodotti solo quando passa la corrente, richiedendo quindi l’accensione di un dispositivo.

Come nascono questi campi?

Campi elettrici e magnetici insieme creano ai campi elettromagnetici e sono presenti ovunque nell’ambiente. 

Esistono sorgenti naturali di particelle elettriche (tipo quelle generate da un temporale), ma quelle che incidono sul nostro benessere sono artificiali.

Le linee elettriche producono continuamente campi magnetici perché la corrente passa sempre attraverso di loro.

I dispositivi che utilizziamo ogni giorno emettono frequenze:

televisori e schermi del computer, forni a microonde, telefoni cellulari, asciugacapelli ecc.

I campi elettrici sono facilmente schermati o indeboliti da muri e altri oggetti, mentre i campi magnetici possono passare attraverso edifici, esseri viventi e la maggior parte dei materiali.

Come si classificano i campi elettromagnetici

I campi elettromagnetici si classificano in base alla frequenza, cioè al numero di onde che si propagano in un secondo (misurata in hertz).

Abbiamo così:

  • campi a frequenza estremamente bassa (fino a 300 hertz), ad esempio generati dai dispositivi elettrici presenti nelle nostre case;
  • campi a frequenza intermedia (tra 300 hertz e 10 megahertz), ad esempio generati dai computer;
  • campi a radiofrequenza (da 10 megahertz a 30 gigahertz), come quelli prodotti da radio, televisione, antenne per la telefonia cellulare e forni a microonde.

La scienza chiama all’allerta sul rischio dei campi elettromagnetici

È scientificamente provato che i campi elettromagnetici interagiscono con i tessuti biologici.

L’interazione è tanto più potente quanto più ci si trova vicini alla sorgente e varia in base alla frequenza.

Il principale effetto dei campi elettromagnetici (soprattutto quelli a radiofrequenza) sul corpo umano è il riscaldamento.

Molti studi scientifici parlano di effetti a medio – lungo termine per esposizione a campi elettromagnetici.

In molti casi le evidenze non raggiungono il livello della significatività con studi metodologicamente corretti e per questo viene detto che non vi è evidenza che possano nuocere significativamente alla salute.

Tuttavia la mancanza di un’evidenza certa non significa esclusione certa dal pericolo.

Anzi, l’avanzare della tecnologia 5G ha notevolmente fatto crescere l’allerta sul rischio dei campi elettromagnetici artificiali.

Una vera e propria petizione internazionale è stata sottoscritta per richiedere l’arresto della diffusione della tecnologia 5G, sulla terra e nello spazio.

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