Perché le cellule staminali sono così importanti per la salute?

Sappiamo già che il corpo umano contiene centinaia di tipi cellulari diversi, che sono di primaria importanza per la nostra salute quotidiana.

Queste cellule hanno il compito di mantenere i nostri corpi funzionanti, così che il cuore batta, il cervello pensi, i reni depurino il sangue, la nostra pelle si rigeneri e così via.

Le cellule madri sono cellule che hanno il potenziale di svilupparsi in molti dei tipi cellulari del corpo sia durante i primi mesi di vita dell’individuo, sia durante la crescita.

Quando ci ammaliamo o ci facciamo male, anche le nostre cellule possono essere danneggiate o morire.

Se ciò accade, le cellule madri si attivano, riparando i nostri tessuti lesionati e rimpiazzando le cellule che costantemente muoiono.

Le staminali, microscopici “dottori”

Le cellule staminali ci mantengono sani ed evitano l’invecchiamento precoce.

Possono essere considerate come la nostra schiera personale di microscopici “dottori”.

Potrebbero essere alla base della terapia di molte delle più comuni malattie odierne, incluso il cancro, la sclerosi multipla, il Parkinson, l’infarto, i danni spinali, la malattia di Huntington e molte altre.

L’efficacia delle staminali è costante nel tempo?

Abbiamo capito quanto importanti siano le cellule staminali, ma la loro efficacia è costante nel tempo? Purtroppo no.

All’età di 35 anni, probabilmente avremo perso oltre la metà dell’attività delle cellule staminali, a 65 anni, probabilmente avremo perso quasi tutta la loro l’attività. 

Quindi meno attività delle cellule staminali avremo, più velocemente saremo soggetti a invecchiamento e più lentamente guariremo (oppure non guariremo affatto!)

Dove troviamo le cellule staminali

Nel corpo umano adulto, le cellule madri si trovano nel midollo osseo, e sono quelle che possono essere trapiantate in chi sia affetto da malattie del sangue, come la leucemia. 

Altre le troviamo nel cervello, nello strato più profondo della pelle, nel derma, nella polpa dentaria.

Ricchissimo di staminali è poi il cordone ombelicale dei neonati e il liquido amniotico. Di recente è stato scoperto che anche il latte materno è una potenziale fonte di staminali.

Tuttavia, la vera miniera di cellule staminali totipotenti – che possono perciò essere usate per “sostituire” cellule affette da deficit genetici, o per altre importanti funzioni – è l’embrione umano, da cui il nome “cellule staminali embrionali”.

cellule staminali

La ricerca e il trapianto di cellule staminali

I ricercatori hanno scoperto che le cellule staminali variano in potenza e comportamento, tantoché hanno recentemente dichiarato di aver riscontrato più eterogeneità in quelle che si pensava fossero popolazioni piuttosto omogenee.

Per la cura di alcuni gravi malattie, specialmente del sangue, il trapianto di cellule staminali con le cellule staminali sane di un donatore, rappresenta l’unica speranza di guarigione per creare un nuovo tessuto ematopoietico – immunologico.

Poiché la compatibilità è molto rara (25-30% tra fratelli – 0,001 (1 ogni 100 mila persone tra non consanguinei), è necessario un grande numero di donatori.

Il trapianto di cellule staminali può essere di tipo autologo quando la cellula staminale proviene dallo stesso paziente, oppure, più spesso, è un trapianto di tipo allogenico, cioè il donatore è diverso dal paziente, come per esempio un donatore in ambito familiare, un donatore di sangue cordonale o, ancora, un donatore del Registro Italiano dei Donatori.

Fin dagli anni Settanta, le cellule staminali della pelle sono state utilizzate per produrre trapianti di pelle per pazienti con ustioni gravi su aree ampie del corpo.

Solo pochi centri clinici sono attrezzati per eseguire questo trattamento che è di solito riservato per pazienti ustionati in serio pericolo di vita. 

Il trapianto di cellule staminali limbari può riparare infine la cornea. E’ opportuno ricordare che il trapianto di cellule staminali, a tutt’oggi, può avere diversi effetti collaterali.

Quali sono i possibili effetti collaterali del trapianto di midollo e di cellule staminali?

Il rischio principale connesso a entrambe le terapie è l’aumento delle infezioni e delle emorragie, legato alla dose massiccia di farmaci chemioterapici.

I medici possono somministrare antibiotici per prevenire o curare l’infezione, oppure possono usare le trasfusioni di piastrine per prevenire le emorragie e di globuli rossi per curare l’anemia.

I pazienti che si sottopongono al trapianto di midollo osseo e a quello di cellule staminali, possono inoltre soffrire di effetti collaterali a breve termine, come nausea, vomito, affaticamento, perdita dell’appetito, ulcere alla bocca, caduta dei capelli, reazioni cutanee.

Tra i potenziali rischi del lungo periodo troviamo sterilità, cataratta, tumori secondari, danni al fegato, ai reni, ai polmoni e al cuore.

Infine, in alcuni casi, si può avere la reazione di rigetto del trapianto verso l’ospite. Questa complicazione può apparire entro alcune settimane dal trapianto oppure molto più tardi.

Le nuove frontiere della scienza

Oggi è possibile stimolare la produzione di staminali endogene, aumentando la produzione del peptide GHK-Cu.

Questo peptide che è presente naturalmente nel corpo si riduce in modo significativo con l’età.

Dopo i 60 anni i livelli di GHK-Cu diminuiscono di oltre il 60%.

Studi clinici indipendenti condotti da terze parti sul GHK-Cu hanno individuato alcuni notevoli benefici apportati da questo peptide, inclusa la capacità di favorire il processo di guarigione naturale delle ferite.

Ma forse la cosa ancora più straordinaria consiste nella capacità del GHK-Cu di riportare i geni del nostro corpo a uno stato più giovane e sano.

Produrre le cellule staminali endogene, senza effetti collaterali, diventa quindi una risorsa preziosissima per il nostro futuro.

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