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La Rete 5G sta diventando una realtà in tutto il mondo, c’è chi plaude alla sua potenza, ma sempre più importante è la voce che si sta alzando contro lo sviluppo di questa tecnologia.

Pare ci attenda un salto tecnologico importante, ma non si sa con certezza quanto ci costerà in termini di salute.

L’appello internazionale per lo stop al 5G

Conta ogni giorno più firme l’appello internazionale che chiede lo stop alla Rete 5G sulla Terra e nello spazio.

Scienziati, medici, organizzazioni ambientaliste, cittadini di 204 paesi, portano avanti, compatti, le loro richieste.

“Il 5G aumenterà in modo massiccio l’esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RF) sulle reti 2G, 3G e 4G per le telecomunicazioni già installate.

E’ dimostrato che le radiazioni RF sono dannose per l’uomo e l’ambiente.

Lo spiegamento del 5G costituisce un esperimento sull’umanità e sull’ambiente, definito come un crimine secondo il diritto internazionale”.

I punti principali della protesta

Con la tecnologia 5G avremo case “intelligenti”, imprese “intelligenti”, autostrade “intelligenti”, città “intelligenti” e auto a guida autonoma.

Ogni persona sulla Terra avrà accesso immediato alle comunicazioni wireless ad altissima velocità e a bassa latenza da qualsiasi punto del pianeta.

I numeri dell’evoluzione sono sbalorditivi: si prevedono milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra, 20.000 nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti.

Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione alle radiofrequenze, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno.

Questi piani per il 5G minacciano di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani e danni permanenti a tutti gli ecosistemi della Terra.

5G

I danni dei campi elettromagnetici

Già prima dell’avvento del 5G erano stati diversi gli appelli di medici sull’allarme derivante dalla tecnologia wireless.

Nel 2015, 215 scienziati di 41 paesi hanno comunicato il loro allarme alle Nazioni Unite (ONU) e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Hanno affermato che “numerose pubblicazioni scientifiche recenti hanno dimostrato che i campi elettromagnetici [EMF] colpiscono organismi viventi a livelli ben al di sotto dei livelli limite indicati dalla maggior parte delle linee guida internazionali e nazionali “.

Più di 10.000 studi scientifici sottoposti, dimostrano danni alla salute umana derivanti dalle radiofrequenze.

Gli effetti includono:

• Alterazione del ritmo cardiaco, del metabolismo e delle cellule staminali

• Modificazione dell’espressione genica

• Cancro e patologie cardiovascolari

• Compromissione cognitiva, deficit di apprendimento e memoria

• Alterazione della funzionalità e della qualità degli spermatozoi

• Aborto spontaneo

• Obesità e diabete

• Stress ossidativo

Gli effetti nei bambini comprendono l’autismo, disturbi da deficit dell’attenzione, iperattività e asma.

I danni vanno ben oltre la razza umana, poiché vi sono abbondanti prove di danni a diverse piante e animali selvatici.

Dove finisce la nostra sicurezza?

Le attuali linee guida sulla sicurezza si basano sull’ipotesi obsoleta secondo cui il riscaldamento sia l’unico effetto dannoso dei campi elettromagnetici.

Per proteggersi dagli effetti non termici, è necessario prendere in considerazione la durata dell’esposizione.

Il 5G esporrà tutti a molte più trasmissioni simultaneamente e continuamente, giorno e notte senza interruzione.

Sono necessari nuovi standard di sicurezza che dovrebbero basarsi sull’esposizione cumulativa e non solo sui livelli di potenza, ma anche sulla frequenza, larghezza di banda e altre proprietà che sono biologicamente importanti.

La ragione dell’attuale inadeguatezza delle linee guida sulla sicurezza è nei conflitti d’interesse degli enti regolatori.

I governi mondiali potrebbero fallire nel loro dovere di cautela nei confronti delle popolazioni che governano.

E’ di un mese fa la notizia che siano state consegnate 340mila firme al Ministro della Salute Italiano e 415 Comuni siano favorevoli alla moratoria.

Ma la battaglia è tutt’altro che chiusa.

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